Relazioni fra tatto e vista nella percezione della forma
É noto che quando percepiamo forme tridimensionali il nostro sistema percettivo è capace di integrare le informazioni visive con quelle tattili in maniera ottimale (Ernst and Banks 2002) .
Tuttavia non è ancora chiaro a quale livello del processo avvenga questa integrazione. Secondo il modello tradizionale (Fodor 1983) il sistema visivo ed il sistema tattile elaborano le informazioni in maniera separata, giungono sempre separatamente ad una rappresentazione semantica e solo a questo punto, nelle aree associative, si verifica una integrazione tra le due. Ma le cose funzionano davvero in questa maniera?
Usando stereogrammi di punti casuali la cui percezione era resa difficile a causa della presenza di un certo grado di rumore, abbiamo studiato l'influenza dell'esplorazione tattile sul tempo necessario a percepire le figure 3D. I partecipanti ad occhi chiusi dovevano esplorare al tatto un quadrato o un cerchio in bassorilievo. Dopo un determinato periodo di tempo aprivano gli occhi e guardando uno stereogramma con un cerchio o un quadrato dovevano premere "c" o "q" quando riuscivano a vedere la figura in 3D. I risultati hanno messo in luce che i tempi di risposta sono più lenti nel caso in cui nello stimolo visivo venga presentata una figura diversa da quella esplorata al tatto. Questo effetto di interferenza intermodale è presente esclusivamente nel caso in cui lo stimolo tattile e lo stimolo visivo vengano presentati nella stessa posizione egocentrica. I dati suggeriscono che il tatto può interagire con i processi di basso livello coinvolti nella soluzione del problema della corrispondenza binoculare e che il processo di integrazione crossmodale può essere mediato da una mappa della posizione egocentrica.
Bibliografia
Ernst, M. O. and M. S. Banks (2002). "Humans integrate visual and haptic information in a statistically optimal fashion." Nature 415 (6870): 429-33.
Fodor, J. (1983). Modularity of Mind , MIT press.