FACOLTA' DI PSICOLOGIA
Corso di Laurea in
Discipline Cognitive e Psicobiologiche
Il mondo del lavoro

  Lavorare nell'ambito dei servizi agli anziani

In che cosa consiste il suo lavoro? Il coordinatore si occupa dell’organizzazione del personale come mansionari, gestione dei turni per gestire al meglio l’assistenza agli anziani. Lavoro molto in equipe iniseme al geriatra, al medico di struttura, agli infermieri, ai fisioterapisti ed agli assistenti di base, per organizzare i piani assistenziali inidviduali per ogni anziano, in modo tale da dare un’assistenza adeguata per ognuno e lavorare in maniera multidimensionale. Inoltre mantengo i rapporti con l’Azienda AUSL e con i parenti di tutti gli ospiti e proprio grazie al loro aiuto riusciamo a portare avanti tutti i progetti che ci prefiggiamo
Qual è stato il suo percorso formativo? Dopo la laurea in Psicologia Clinica e di Comunità ho svolto un anno di tirocinio in una Casa Protetta per anziani, poi ho sostenuto l’Esame di Stato per l’iscrizione all’A,bo. Vorrei aggiungere che l’esperienza del tirocinio è stata preziosa per me, quello che m ha insegnato a fare questo lavoro e mi ha fatto capire che questa era l’attività per me. Quindi è necessario prestare molta attenzione alla scelta del tirocinio e cercare di imparare il più possibile anche perché è ciò che vi aprirà la strada verso il lavoro
Quali sono le competenze necessarie richieste da questa professione? Certamente una buona capacità organizzativa e la competenza di saper comunicare e sapersi relazionare con gli altri: sia con il personale che con gli anziani e, infine, con i loro parenti. Con gli anziani serve molta sensibilità, molta empatia, perché è necessario capire che non si sentono più a casa loro e che hanno bisogno nuovamente di sentirsi in un ambiente protetto e rassicurante; quindi è importante riuscire a dargli questa sensazione.
Quali sono state le sue modalità di transizione verso il lavoro? Dopo il tirocinio ho partecipato ad una selezioner per una collaborazione coordinata e continuativa nel comune di Roncofreddo e lìho lavorato per più di un anno. Poi ho vinto un concorso pubblico per la Casa Protetta di Svignano, ho lavorato lì un anno poi ho chiesto la mobilità per essere trasferita nella struttura in cui mi trovo ora e quindi, dal primo gennaio 2000 gestisco i due servizi della Casa Protetta dell’RSA.
Quali sono i requisiti necessari per svolgere un lavoro come il suo? Una laurea in psicologia, pedagogia o Scienze Politiche a indirizzo sociologico.
Quali ritiene siano gli aspetti più positivi e quelli più problematici del suo lavoro? Gli aspetti positivi sono: - l’orario che è continuato e prevede sei ore al giorno; questo mi consente di avere una buona disponibilità anche in termini di tempo libero da dedicare alla mia famiglia- la relazione con gli altr che a me piace molto, relazione che ho sia con gli anziani che con il personale.L’aspetto più problematico può essere dato, allo stesso modo, dal rapporto con le persone: Gli aspetti positivi sono: - l’orario che è continuato e prevede sei ore al giorno; questo mi consente di avere una buona disponibilità anche in termini di tempo libero da dedicare alla mia famiglia- la relazione con gli altr che a me piace molto, relazione che ho sia con gli anziani che con il personale.L’aspetto più problematico può essere dato, allo stesso modo, dal rapporto con le persone: infatti è difficile riuscire ad accontentare tutti, ci si prova e ci si mette molto impegno anche se spesso si è soggetti a critiche che comunque in un ruolo come questo bisogna aspettarsi e saper accettare.
Qual è il suo contratto di lavoro? Ho un contratto di dipendente di ente pubblico a tempo indeterminato.
Qual è il suo orario di lavoro? L’orario viene suddiviso in tutta la settimana per un totale di 36 ore alla settimana, quindi 6 ore al giorno. Ma, essendo considerata un dirigente, posso gestire autonomamante il mio tempo durante la settimana.
Quanto guadagna? Guadagno 1700,00 euro al mese.
Quali sono, nella sua professione, le cose che le piacciono di più e quelle che le piacciono di meno? Gli aspetto che mi piacciono meno della mia professione sono quelli più burocratici, ad esempio i rapporti che devo mantenere con l’azienda AUSL, compilare schede, che mi costringono a stare chiusa in ufficio.L’aspetto più bello è quello relazionale, il rapporto con gli anziani è molto ricco, pieno di affetto e di soddisfazioni soprattutto per quanto riguarda l’RSA, che a me piace paragonare a una serra: a noi arrivano vasi di terra un po’ rinsecchiti e noi riusciamo a farli rifiorire; questa è una grandissima soddisfazione non solo per me, ma per tutto il personale. Riuscire a portare a termine un progetto, a fare ritornare a casa un anziano è quello che ci arricchisce di più, che ci fa andare avanti, che ci riempie di soddisfazioni
Quali consigli darebbe a chi vuole intraprendere questa professione? Metterci molto impegno e molta tenacia, anche perché questo è un ruolo unico per struttura, quindi per chi è interessato a svolgere questa attività consiglio di farsi avanti e avere forte motivazione per raggiungere questa posizione. Inoltre è necessario essere ben preparati al rapporto che si avrà all’interno di una struttura di questo tipo. Qui c’è molta sofferenza, il rapporto con l’anziano è molto delicato perché possono venire a mancare, ci si lega loro, spesso si crea un rapporto intimo. Bisogna allora imparare a vedere la morte come un continuo della vita, mai sentirla come separazione, avvertire il lutto di ogni anziano come un accadere di cose; questo da fuori può apparire un discorso arido, distaccato, mentre nella realtà è l’unica cosa che permette di andare avanti e di non entrare in crisi nel momento in cui c’è la morte dei nostri pazienti anziani.

 

 

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